Sportello di ascolto e condivisione

Bottega di marta

Chi siamo

La Bottega di Marta è stata aperta nel mese di ottobre 2017 con la partecipazione di 8 volontarie e 10 donne (8 straniere e 2 italiane) che hanno aderito al progetto garantendo, in modo più o meno costante, la loro presenza. La nazionalità prevalente era ed è rimasta, ad oggi, quella marocchina, seguita da quella rumena (2) e albanese (2) e l’età compresa tra i 25 e 45/50 anni. Almeno la metà di loro aveva con sè i figli piccoli e non ancora scolarizzati per cui era richiesta la presenza materna; alcune di loro erano già conosciute in quanto si erano presentate al nostro centro di ascolto con richieste di aiuto varie, ma legate soprattutto a bisogni di tipo economico (pagamento affitto, bollette ecc.), altre si sono avvicinate tramite il passa parola.

Quasi tutte hanno problemi per quanto riguarda la padronanza della nostra lingua ed è per questo motivo che, quasi da subito, si è pensato di integrare questo servizio con un corso di italiano che permettesse loro di conoscere le basi grammaticali, ma esercitarsi soprattutto nella conversazione così da facilitare il rapporto con le istituzioni pubbliche e in particolare quelle scolastiche. L’importanza della scuola nella vita dei figli è un argomento sul quale si è dovuto puntare molto perché, culturalmente, fanno fatica a considerarlo un ambito del quale occorre interessarsi cosi come si fa per la salute, lo sport ecc. Accomuna tutte però tutte le donne che frequentano il nostro laboratorio la scarsa libertà nel muoversi e avere una vita sociale propria, in particolare per le marocchine le occasioni di incontro avvengono quasi esclusivamente tra donne.

Cosa facciamo

La Bottega di Marta è diventata un’occasione per stare insieme davanti a un buon caffè o un the preparato da loro, raccontare le proprie difficoltà, ricevere consigli o altro. Ci sono stati dei bei momenti di condivisione in questi anni dove si mangiato insieme i piatti cucinati secondo le varie ricette locali e dove si è sperimentato una vera integrazione;

i pregiudizi sono stati abbattuti e si è imparato che, attraverso la conoscenza, è possibile superare molte barriere sociali e culturali. Il ricavato dei lavori eseguiti per la popolazione di Dronero e dintorni (piccole riparazioni di cucito, semplici manufatti ecc.) viene distribuito alle donne sulla base dei loro bisogni effettivi e sempre sotto forma di pagamento di utenze, acquisti di libri, aiuti per spese mediche ecc. In passato tre di loro hanno avuto l’opportunità di accedere a una borsa lavoro, pagata dall’Associazione ma con il contributo del Consorzio Socio assistenziale per la copertura assicurativa, che ha permesso di inserirsi, per qualche mese, in lavanderie locali e affinare le abilità nel campo della stireria.

Ci siamo accorte che sarebbe importante per queste famiglie imparare a gestire in maniera più efficace ed economica il loro bilancio familiare; molto spesso i guadagni sono molto limitati e il lavoro, anche quello maschile, molto difficile da reperire e spesso discontinuo, ma anche in presenza di un reddito minimo c’è una grande difficoltà a far quadrare il bilancio e a dare priorità alle spese che, mensilmente, si presentano (affitto, luce, riscaldamento, bollo auto).