Progetto “Maira. La sfida della complessità”
dell’Associazione Raffaela Rinaudo
Progetto realizzato grazie al contributo di € 50.000,00 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con la Regione Piemonte, con il Comune di Dronero (che ha contribuito alla realizzazione del progetto con un cofinanziamento di € 10.000,00) e con l’Agenzia di sviluppo di AFP Azienda Formazione Professionale.
Il progetto ha coinvolto anche l’Associazione Voci del Mondo e il Gruppo di Volontariato Vincenziano di Dronero.
Il progetto nasce dall’individuazione del bisogno primario per il territorio di Dronero e della Valle Maira: favorire la coesione sociale attraverso la piena integrazione delle fasce deboli della popolazione. Per raggiungere in modo più efficace l’obiettivo, il progetto ha previsto che i servizi e le attività proposte coinvolgessero tutti i membri delle comunità della valle, con particolare attenzione al centro di fondovalle, Dronero.
Contribuire a migliorare il benessere dei cittadini di Dronero e della Valle Maira è il tassello che permette di incrementare la coesione sociale, attraverso azioni di contrasto alla marginalità e di sviluppo e rafforzamento dei legami sociali. Sono due gli ambiti in cui si è voluto intervenire in modo più puntuale: la popolazione di recente immigrazione e la popolazione anziana. Due segmenti uniti dal rischio di marginalità e di esclusione sociale a causa della ridotta mobilità, della scarsa dimestichezza con gli strumenti informatici/digitali e, spesso, della ridotta capacità economica. E’ stato importante promuovere attività ricreative, di aggregazione, culturali e di socializzazione che fossero “ibride”, pensate indistintamente per persone con e senza problemi di marginalità, per famiglie in condizioni di difficoltà o meno, per la cittadinanza nel suo insieme. Dar vita ad un Community Hub significa, per la rete dei soggetti coinvolti dal progetto, diffondere un nuovo modello di sviluppo sostenibile ed etico della comunità che ponga alla base del sistema evolutivo l’immenso valore che il territorio è in grado di creare sotto i molteplici aspetti del capitale produttivo, umano, sociale, relazionale, naturale, culturale e intellettuale e di far sì che questo possa portare benessere diffuso.
Grazie alle 4 azioni previste, il progetto ha voluto innanzitutto cambiare lo sguardo tra i cittadini. Non più giudicante, escludente, impaurito, ma uno sguardo comprensivo, inclusivo, accogliente. Da questo cambiamento ne discendono altri, altrettanto importanti: più solidarietà tra i cittadini, minore difficoltà nel trovare un’abitazione, meno solitudine, meno depressione, meno spaesamento, con evidenti ripercussioni positive sulla gestione dei servizi sociali e della partecipazione alla vita della comunità.
- Attivazione di uno sportello multiservizi presso il Municipio di Dronero e in alcuni comuni della Valle Maira: Roccabruna, San Damiano Macra, Stroppo, Acceglio, per aggregare servizi, informazioni, interventi (all’interno di una rete di attori locali e ad integrazione di servizi già esistenti), non solo rivolto agli utenti abituali dei servizi sociali, ma anche all’utenza potenziale e, più in generale, all’intera popolazione.
- Abitare la complessità. E’ stato istituito, insieme al Comune di Dronero, un tavolo di confronto/lavoro permanente con agenzie immobiliari, professionisti, associazioni di volontariato per affrontare l’urgenza del fabbisogno abitativo da parte di cittadini immigrati. E’ stato realizzato anche un intervento di manutenzione nell’alloggio gestito dal Gruppo di Volontariato Vincenziano per la prima accoglienza.
- Percorsi formativi. Sono stati realizzati numerosi corsi per i nuovi cittadini migranti: gestione della casa, codice della strada, educazione alimentare, uso dei farmaci da banco, senso civico e legalità, sartoria e cucito, informatica, stesura curriculum, educazione finanziaria. Sono stati inoltri realizzati corsi formativi per i volontari delle associazioni droneresi.
- Creazione di un Community Hub. E’ stato realizzato un programma di iniziative ricreative, di socializzazione e culturali, puntando alla cultura come elemento fondamentale per la costruzione dell’inclusione (gite, incontri, laboratori, interventi nelle scuole). I Community Hub sono insieme avvio, garanzia e presidio di processi di sviluppo locale in quanto abilitano attori, sostengono percorsi di resilienza e animano il territorio.

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